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Monumenti
- Monumento ai Caduti
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Inaugurata nel 1970, l'opera bronzea su cornice marmorea è del maestro scultore Romolo Schiavoni. Situata in Piazza Cavour, è tradizione accompagnare in questo luogo gli alunni delle scuole primarie e secondarie in occasione della commemorazione ai caduti. Nel 2008, in particolare, gli scolari della classe V della scuola primaria di Barbara aiutati dai loro insegnanti hanno dedicato una poesia al monumento:
La poesia ha ricevuto il primo premio come poesia collettiva al concorso "Mia cara Terra", organizzato dal Comune di Ancona e dal Circolo Culturale "C. Antognini" di Ancona.
- Monumento ad Aldo Moro e alla sua scorta
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Nel 30° anniversario della morte dell'On. Aldo Moro e della sua scorta, composta da Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Giulio Rivera, Raffaele Jozzino, il 25 Aprile 2008 è stato inaugurato il Monumento in loro commemorazione, nello spazio di verde pubblico tra Piazza della Resistenza e Via A. Moro.
Il cippo in marmo rappresenta una fiamma, che è la fiamma della speranza e del ricordo sempre presente, e un foro a forma di proiettile con dentro un led rosso, a significare la luce della vita. Il cippo riporta inoltre sul retro un solco: è il solco del sangue versato dalle vittime, simboleggiato da piccoli sassi rossi disposti alla base del monumento. L'incisione sulla lapide,
"...Se ci fosse luce sarebbe bellissimo...", tratta dalla lettera dello stesso Moro alla moglie, è come un messaggio di augurio per un futuro migliore, e per questo il sindaco Serrani ha ricordato agli alunni e ai cittadini presenti l'importanza della legalità, della Costituzione e dell'istruzione, valori e strumenti che contribuiscono ad un miglioramento della società.
- Monumento "Silenzio condizionato... per non dimenticare"
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Nell'occasione delle celebrazioni del 25 Aprile 2009, è stato inaugurato nei pressi della Pista Polivalente il monumento
"Silenzio condizionato... per non dimenticare".
L'artista della scultura è Kim Hyejin, una ventiseienne sud-coreana residente a Firenze che ha proposto, nell'ambito dell'edizione "Scolpire in Piazza" dello scorso anno, quest'opera composta da due blocchi di pietra arenaria: lo spazio tra i due blocchi forma un volto, che rischia di scomparire a causa della mafia e che "ingoia lacrime infinite" formate dalla pioggia. La natura partecipa quindi al senso della scultura, insieme agli alberi e al resto degli elementi che la circondano; natura che esprime la vita e che si aggiunge al senso dello spazio quotidiano dove è stata collocata l'opera. Il monumento simboleggia dunque tutte le vittime della mafia che si trovano davanti un muro, con la violenza che li spinge fino a scomparire. Le vittime desiderano disperatamente che la giustizia stia dalla loro parte, ma molto spesso sembra che le leggi si nascondano quando vengono interpellate, anche se sono ben scritte e precise.
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